giovedì 14 luglio 2016

AFFRONTARE LE DIFFICOLTA' SIGNIFICA TROVARE NUOVI SIGNIFICATI E NUOVE PROSPETTIVE.


A VOLTE PERO' E' DIFFICLE FARE TUTTO QUESTO DA SOLI. 
C'E' BISOGNO DI QUALCUNO DI ESTERNO CHE CI AIUTI A VEDERE MEGLIO.
UNO PSICOLOGO IN QUESTE SITUAZIONI TI PUO' AIUTARE.

CHIAMA. 
INSIEME TROVEREMO NUOVI OBIETTIVI E STRATEGIE PIU' FUNZIONALI.
3477025158




giovedì 7 luglio 2016

PROGETTO BENESSERE, ATTENZIONE CONSAPEVOLE E APPRENDIMENTO DI ESERCIZI DI MINDFULNESS

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nella Mindfulness grazie ad una serie di ricerche scientifiche che hanno dimostrato che può portare benefici di salute al corpo e alla mente, aumentando il benessere generale della persona. La Mindfulness è una pratica che sviluppa la concentrazione, la consapevolezza corporea e del pensiero.

Imparare a osservare ciò che ci succede nel qui e ora è la chiave della presenza consapevole, che ci permette di staccare “il pilota automatico” che, a volte, sembra intrappolarci negli eventi passati.

Accogliere senza giudizio aiuta a prendersi cura di noi stessi, con gentilezza, spirito compassionevole, permettendoci cosi di affrontare meglio situazioni stressanti di vita, di lavoro, di salute nostra e dei nostri cari.


Presso il nostro centro si svolgono percorsi di gruppo per imparare a coltivare l'attenzione consapevole e apprendere esercizi di mindfulness.

Si potranno sperimentare in gruppo, e nelle nostre giornate, il mangiare consapevole, non compulsivo e privo di attenzione, l’ascolto consapevole di musica, suoni esterni e dentro noi, la meditazione camminata che ci rende consapevoli del mondo in cui siamo immersi profondamente.


Il lavoro di gruppo, gli esercizi, la condivisione e alcune brevi letture di brani attinenti al tema renderanno gli incontri piacevoli, divertenti e leggeri come una “coccola” che ci concediamo.

Per info sul prossimo gruppo, chiamare il n: 3477025158.


venerdì 24 giugno 2016

mercoledì 25 maggio 2016

INCONTRI DI GRUPPO: VIVERE LA SEPARAZIONE SENZA PERDERSI D'ANIMO


Iniziativa molto interessante che vi pubblicizzo, svolta da una collega a BRA.

Quando ci si separa è fondamentale trovare un modo per sentirsi riconosciuti in ciò che proviamo.
Chiama per avere informazioni su quando partirà il prossimo gruppo.


venerdì 20 maggio 2016

LABORATORI DI ESPRESSIONE CREATIVA E ARTETERAPIA PER ADULTI E BAMBINI.


La creatività è, insieme all'ironia, la più grande resilienza per esprimere se stessi e riuscire ad affrontare le difficoltà della vita.
Essere creativi non vuol dire essere artisti. Essere creativi significa trovare il coraggio di CREARE qualcosa che parta dalle proprie capacità e dalle proprie idee. 
Ciò che proviene dalle nostre emozioni interiori è importante perché arriva da noi!
Creare con i colori, con le immagini, con i materiali significa dare vita a ciò che abbiamo dentro.

PRESSO SYNERGIA CENTRO TRAUMA DA OGGI E' DISPONIBILE UNO SPAZIO INDIVIDUALE E DI GRUPPO IN CUI ESPRIMERE SE STESSI ATTRAVERSO L'ARTE E LA CREATIVITÀ', PER BAMBINI E PER ADULTI, SOTTO FORMA DI BREVI LABORATORI O PERCORSI DI ARTETERAPIA.

LO SPAZIO E' GESTITO DALL'ARTETEPEUTA CRISTINA GIORELLO.

ESPRIMITI, IN QUALUNQUE MODO... CON LE PAROLE, CON LE IMMAGINI, CON L'ARTE: DAI VOCE ALLA TUA VOCE!

CHIAMACI AL NUMERO 3315049340






QUANDO LE EMOZIONI SONO ESPLOSIVE... OVVERO... BAMBINI ARRABBIATI.

Come tutti sappiamo i bambini spesso non hanno le mezze misure e fanno fatica a regolarsi. 
Cosi anche con le emozioni, quando si arrabbiano … lo fanno in modo spesso esplosivo! 
Tantissime volte ascolto i racconti di genitori sul loro bambino che è sempre nervoso, oppure che improvvisamente ha comportamenti aggressivi e reazioni impetuose difficili da gestire. La costante è l'incontro con un genitore che ha il timore di avere un bambino che “funziona male” e che proprio non riesce a comprendere.




La prima cosa da dirci è che è normale (in linea generale) che un bambino possa avere delle difficoltà nella regolazione delle emozioni: la regolazione tra troppo e troppo poco è come un equilibrio che risente di tutti i movimenti che arrivano non solo dall’interno, ma anche dall’esterno. Per questo motivo, questa capacità si acquisisce con il tempo e con la consapevolezza. Diventando grandi si impara a riconoscere e a verbalizzare ciò che proviamo e questo ci permette di mettere la giusta distanza, di rielaborare con calma i nostri sentimenti e di esprimere con equilibrio e accettazione cosa ci turba.  Nel bambino questa capacità è in evoluzione, perciò gli stati d’animo che prova sono vissuti al massimo nel qui ed ora della situazione: questo spiega il motivo per cui ciò che per un adulto è un problema insignificante, per un bambino può essere un vero dramma.

In quei momenti per un adulto può essere veramente difficile gestire un bambino aggressivo e distruttivo. Ma ricordatevi che è difficile anche per lui, con la differenza che mentre un adulto sa riconoscere la rabbia (quasi sempre!), per un bambino nono è proprio così automatico.

Ciò che si può fare in questi casi è aiutare il bambino ad esprimere ciò che sente all’interno di alcune regole che gli permettano di non essere distruttivo né con se stesso ne con gli  altri, né con gli oggetti. Questo è ciò che accade all’interno di una relazione con uno psicologo professionista: egli può aiutare il bambino a far emergere ciò che lo turba sentendosi al sicuro e a identificare i suoi sentimenti con un nome, un colore, un’immagine, un disegno, un gioco… .

Nel mio lavoro terapeutico con i bambini, spesso mi ritrovo a lavorare con loro sulle tematiche della rabbia. Con il dovuto tempo, ognuno di loro trova un modo tutto personale di riconoscere e dare senso a ciò che esplode dentro di lui: “mi sento in trappola” mi disse un bambino dopo avermi parlato di un ragno che fa paura a tutti, ma che sotto sotto non è cattivo, anche se tutti lo vedono così. Un altro bambino un giorno mi spiegò: “C’è una parte di me timida e molto sensibile… e quando questa sta male è come se venisse legata e così all’improvviso arriva quella cattiva che prende il controllo. Questo succede quando sono arrabbiato!”. Un’altra volta ancora una bambina, parlandomi delle sue difficoltà a stare nel gruppo dei pari, mi disse: “quando sono con i miei compagni è come se a volte qualcuno di loro accendesse una miccia: allora dentro di me scoppia la bomba e quella persona viene investita dal boom! Ma non sono io a volergli far male! Anche se la colpa alla fine è sempre mia”.

In tutti questi casi, proviamo a sostituire il comportamento aggressivo del bambino con una frase del tipo: “in questo momento c’è qualcosa che mi sta facendo esplodere dentro e non riesco più a controllarmi!”.

Riconoscere la rabbia che il bambino prova in quel momento è la cosa più importante da fare! Se l’adulto riesce a  farlo e glielo rimanda in un modo per il bambino accettabile, anche lui potrà imparare a riconoscerla. Negarla facendo finta di niente, sminuirla dicendo “dai che non è niente” o reagire ad essa in modo punitivo “se non la smetti io me ne vado via e ti lascio da solo!”  non è utile per arginare l’emergenza, né per il bambino. Certo poi si fa come si può! Ma in linea di massima di fronte ad un bambino che fa una piazzata rabbiosa e fuori controllo, occorre trovare la forza di restare in quella situazione difficile magari dicendo “accidenti, ti vedo proprio  arrabbiato “ oppure “quando qualcosa ci fa arrabbiare è proprio difficile controllarsi!”.  Semplici e se vogliamo anche banali interventi come questi, permettono al bambino di iniziare a rendersi conto di cosa sta succedendo, senza sentirsi cattivo, né inadeguato.
Soltanto successivamente allora si potrà lavorare sulla capacità di regolarla.


Psicoterapeuta età evolutiva
Moncalieri (Torino) e Bra (Cuneo)