domenica 4 dicembre 2016

difficoltà apprendimento - si superano con esercizi per il cervello

" Quello che mi spezza il cuore è il fatto che ancora adesso incontro persone (bambini e adulti) che combattono con problemi di apprendimento e quello che viene detto loro è che devono imparare a vivere con le loro limitazioni. E così non hanno il coraggio di sognare ". Barbara Arrowsmith.
Chi è Arrowsmith ? Una donna che da bambina non riusciva ad imparare a legge l'orologio, a comprendere i concetti astratti, che a scuola veniva etichettata come quella un po' ritardata. Ma poi un giorno si accorse che un soldato colpito al cervello da un proiettile sul quale uno psichiatra aveva scritto un libro aveva esattamente i suoi sintomi cognitivi, le stesse stranezze che lei aveva sempre avuto da bambina. Ma allora, pensò lei,  forse i miei problemi derivano da un mal funzionamento del cervello che si possono "aggiustare". E così nacque "The woman who chanded her brain" . Se esiste una limitazione non dobbiamo per forza vivere con essa. Adesso che conosciamo la neuroplasticità del cervello possiamo sfruttarne le sue capacità di cambiare, facendogli fare degli "esercizi" cognitivi specifici per cambiare e rafforzare il  cervello.

In molti l'hanno seguita, è nata anche una scuola negli Stati Uniti per formare personale specializzato nei disturbi di apprendimento.

" La mia visione è quella di un mondo creato da noi in cui nessun bambino sia costretto a vivere una lotta incessante e dolorosa con la sua incapacità di apprendimento ", Arrowsmith.

Anche noi psicologi di Synergia Centro Trauma ci uniamo alle meravigliose parole della collega americana, e lavoriamo in èquipe con medici, fonologi, ortottisti, logopedisti, per aiutare i bambini in difficoltà a trovare la loro strada verso un apprendimento più fluido e scorrevole.

Qualche volta può non essere facile riuscire a fare questi cambiamenti all'interno di una scuola, dove regole troppo rigide e standardizzate possono non valorizzare le capacità individuali di ognuno.
Qualche volta l' homeschooling può essere un'occasione per dare tempo ai bambini ed ai ragazzi di allenare il loro cervello e migliorare l'apprendimento. Non frequentare una scuola non significa non studiare, e non è vietato dalla legge italiana tenere i figli a casa per istruirli privatamente.

Una #scuolamediaprivata#  di homeschooler (o meglio una "non scuola", una " non " scuola  media privata ) può essere l'inizio di un cambiamento per alcuni ragazzi in difficoltà. Per la zona di Torino chiedi informazioni. Vogliamo creare un gruppo di bambini dagli 11 ai 13 anni che lavorino insieme per crescere più sereni mentre studiano.

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma





 

venerdì 25 novembre 2016

25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE



Ogni anno il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. 

Nonostante il lavoro dei Centri Antiviolenza, le numerose campagne di sensibilizzazione e gli adeguamenti legislativi,  la spirale della violenza continua la sua escalation. Nel 2016 sono 108 le donne vittime di femminicidio: ma questa è solo la punta dell'iceberg. Sono gli esiti di un fenomeno trasversale che riguarda tutte e tutti, che non fa differenze per età, cultura o estrazione sociale.

Dalle rilevazioni Istat 6 milioni 788mila donne in Italia hanno subito violenza nel corso della propria vita, più del 90% di queste violenze avviene ad opera di partner o ex partner, il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge, compagno o fidanzato non viene denunciato.


Ancora troppo spesso la gelosia e il controllo vengono confuse con espressione di attenzione e di amore. Il controllo economico, le limitazioni della libertà personale, l'impedimento a lavorare sono ancora accettati come compromessi per il bene della famiglia. Ma dietro questa facciata si nascondono forme subdole e sottili di violenza che durano nel tempo, pervadono la relazione e diventano ordinarie per le donne che le vivono ogni giorno.

La forma più diffusa di violenza è la violenza domestica e familiare, che nasce e si sviluppa in una relazione di coppia, che dura anni, che si confonde con l'amore e si nasconde per vergogna. Spesso ci si chiede “ma perchè non lo lascia?”, di ragioni c'è ne sono molte di natura psichica, ma anche culturali e sociali. La violenza rappresenta una delle esperienze più traumatiche, disorganizzanti e globalizzanti che gli esseri umani di qualsiasi età possano sperimentare. Vivere anni in situazioni di maltrattamento è un'esperienza pervasiva e debilitante per la persona, che alimenta sentimenti di insicurezza, paura e inadeguatezza. Spesso le donne che vivono questa esperienza sviluppano una percezione negativa di sé, non si sentono capaci e temono che denunciare non porti a reali cambiamenti, che al contrario la denuncia possa esporre loro stesse e i figli a rischi e pericoli maggiori. Per timore tendono a non parlare con nessuno di quanto accade, prendono le distanze da parenti e amici, e sono sempre più sole.

Intorno a queste donne si crea una ragnatela fatta di paura, vergogna e colpa che rende molto difficile rompere il silenzio. Per questo è importante continuare a parlarne, con le parole ma anche con il linguaggio del corpo e delle emozioni, per condividere, per non sentirsi sole.

Il 26 e 27 novembre si svolgerà a Collegno uno spettacolo di teatro danza, costruito a partire dalle testimonianze del Centro Donna che verranno portate in scena da ragazze e ragazzi del Lab22 per dar voce alle urla silenziose delle donne che vivono in situazioni di violenza.
 
Synergia Centro Trauma da anni è impegnata nella lotta alla violenza e offre sostegno e aiuto a tutti coloro che subiscono o hanno subito nel corso delle loro vita qualsiasi forma di violenza o maltrattamenti. 

Chiama per prendere un appuntamento.



domenica 20 novembre 2016

un'alternativa alla scuola ? L'istruzione parentale

Un'alternativa alla scuola ? L'istruzione parentale 

" Sono Anna, una donna curiosa e madre di una bambina diversamente abile di 11 anni.
Cerco una strada alternativa che possa far crescere e vivere mia figlia il più serenamente possibile.


Sono rimasta più volte delusa e insoddisfatta delle varie istituzioni e della scuola "tradizionale" che dicono dovrebbero sostenere e accompagnare le famiglie con figli diversamente abili.


Questa è la mia storia, non pretende di essere quella di altri che forse hanno trovato ciò di cui hanno bisogno. Questo per me è un momento delicato, Mia figlia frequenta la 5° elementare e sto valutando come continuare la sua educazione e istruzione nel momento in cui terminerà questo percorso. "


Questa è  la lettera di una mamma che sta cercando la strada giusta da far percorrere a sua figlia, che all'interno della scuola tradizionale sembra non aver trovato il suo "posto sicuro". Può  rivolgersi ad una scuola privata ? Molto probabilmente no. La mamma scrive dalla provincia di Torino, dove esistono delle scuole medie private ma: sono solo religiose ( e non necessariamente la mamma in questione lo è), le classi anche in queste scuole sono molto numerose (oltre i 30 bambini per classe... per ammortizzare i costi). Le #scuolemedieprivate#  a Torino sono ciò che cerca Anna ? Se cerchi un luogo in cui tuo figlio possa imparare molto, diventare competente in numerose materie scolastiche, avere un'ottima istruzione, probabilmente si. Ma la sua bimba disabile troverà un luogo accogliente per passare tre anni della sua vita, al di là di ciò che imparerà ? Ne dubito molto, perchè con 30 alunni per classe difficilmente la bambina potrà trovare le attenzioni che le servono per crescere serena.

L'alternativa è una scuola diversa, o meglio, una " non scuola ", un luogo in cui un bambino sia inserito in un piccolissimo gruppo di coetanei e possa apprendere ma anche vivere una situazione di grande benessere.

Continua Anna: " Ho cercato e ancora sto cercando ciò che più si adatta alla mia specifica situazione e quello che vorrei è poter creare una scuola parentale ( per mia figlia e per altri bambini disabili ) che preveda un programma esclusivamente individuale che si basa sulle capacità e tempi individuali e non su quello che tutti dovrebbero saper fare o conoscere ad una certa età. ".

Anna sta cercando un luogo, l'homeschooling, in cui la sua bambina possa crescere, insieme ad altri bambini (diversamente abili, ma anche del tutto normali e semplicemente alla ricerca di una serenità che sembra non così facile da raggiungere). Molte volte i bambini stanno a scuola oltre dieci ore consecutive, quindi il luogo in cui stanno riveste un'importanza enorme per la loro crescita. Non tutti i bambini possono diventare homeschooler, perchè non tutte le famiglie possono avere l'intera giornata da dedicare a loro, e/o le competenze per istruirli. Ma perchè non pensare ad un gruppo di homeschooler che si mettono insieme per far crescere diversamente i propri bambini ?

Se sei interessato chiama Synergia Centro Trauma al 335 67.65.376

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta



giovedì 10 novembre 2016

COSA SUCCEDE SE GUARDIAMO AL DI LA' DEI NOSTRI CONFINI?


Oggi, parlare di confini attiva immediatamente le scene quotidiane che i media ci propongono su tutte quelle persone che scappano dal loro paese a causa della guerra. Li chiamiamo profughi, migranti o rifugiati.
E così diventano un fenomeno, una statistica, per molti un elemento di disturbo , per altri una tragedia. Ma dietro questa sofferenza ci sono persone reali, che – proprio come noi – hanno famiglie, persone care, amici; storie, sogni e traguardi… 
Solo quando ti siedi di fronte a una persona e la guardi negli occhi, non vedi più un rifugiato anonimo, uno dei migranti, ma vedi la persona, l’essere umano davanti a te, proprio come te – che ama, sogna, soffre…
Venti anni fa, lo psicologo Arthur Aron ha scoperto che le persone possono avvicinarsi guardandosi negli occhi per 4 minuti. Amnesty International ha così deciso di fare un semplice esperimento: rifugiati ed europei seduti gli uni di fronte agli altri, guardandosi negli occhi. Darsi del tempo per provare a capirsi e arrivare a conoscere l’altro.
L’esperimento è stato condotto a Berlino, città simbolo di divisioni superate e che oggi sembra essere il centro dell’Europa contemporanea.
I partecipanti sono persone comuni. La situazione non è teatralizzata; l’obiettivo era ottenere reazioni naturali e spontanee. Le persone, sedute le une di fronte alle altre, non si conoscevano precedentemente, incontrandosi in occasione dell’esperimento. La maggior parte dei rifugiati proviene dalla Siria e vive in Europa da meno di un anno.
Guardate il video, look beyond the borders.

domenica 6 novembre 2016

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?
Per imparare qualsiasi cosa?

Non si impara nulla solo con il cervello, perchè il nostro cervello non lavora in modo indipendente
ma è influenzato in modo determinante dal nostro corpo. Una verità tanto semplice quanto misconosciuta, sia dagli addetti ai lavori che dai genitori e dagli insegnanti.

Quante volte le maestre dicono ai genitori che il bambino o il ragazzo ha "problemi di apprendimento" ? Lo si manda dalla logopedista o dallo psicologo, o gli si fanno fare delle lezioni di recupero o frequentare un dopo-scuola. In questo ultimo decennio vanno molto di moda diagnosi come #DSA# o dislessia, ma tante volte di tratta solo di paroloni che servono semplicemente a dire che il bambino non riesce ad imparare secondo i criteri stabiliti a priori dalla maestra, o dalla scuola.

Dalla neurobiologia ci possono arrivare molti consigli, sia a noi adulti che ai bambini ed ai ragazzi in difficoltà con la scuola, per vivere meglio, per essere più felici ogni giorno e, soprattutto, per imparare meglio e più velocemente qualunque cosa.

"Siete pronti a capovolgere le vostre convinzioni e abbandonare l'idea che l'intelligenza dipenda solamente da un cervello ben allenato ?". E' quello che ci chiede Christian Ankowitsch nel suo bellissimo libro dal titolo " Perchè Einstein non portava i calzini. Come dettagli (apparentemente)
insignificanti influenzano il nostro pensieri " (ed. Vallardi, Milano, 2016).

Si tratta di una raccolta di ricerche molto importanti fatte in tutto il mondo da ricercatori di grande prestigio a livello scientifico che dimostrano alcune cose apparentemente molto semplici ma poco conosciute:

1) Le sensazioni corporee, i movimenti, le posture, le condizioni ambientali, la luce nella stanza, i rumori e tutto ciò che ci circonda interagiscono con l'attività cognitiva.

2) Il corpo è parte fondamentale del processo di apprendimento, e nulla si apprende nell'immobilità. Muovere le mani, camminare, saltare, stare in posizione eretta, correre, andare in bicicletta o praticare sport mentre si studio ( "mentre" significa proprio "durante, non prima o dopo avere studiato) ci aiutano ad apprendere,

3) Restare immobili in una stanza, studiare davanti a una parete spoglia, in una stanza illuminata in modo sbagliato, o stare in una posizione scomoda, o seduti nell'ultimo banco in classe, rallentano ed ostacolano l'apprendimento.

4) Per diventare più intelligenti non bisogna solo allenare il cervello, ma usare anche il corpo. Eistein ha avuto le sue più geniali idee mentre guidava una barca a vela e non seduto alla scrivania nel suo laboratorio. Incredibile vero ?

Cosa significa tutto questo ?

Significa per esempio che troviamo soluzioni migliori se gesticoliamo o che abbiamo idee vincenti quando ci troviamo in una stanza con il soffitto alto, o ancora che riusciamo ad imparare meglio un testo o una sequenza di numeri se camminiamo o saltiamo o guardiamo fuori dalla finestra.

Questo bellissimo libro, facile da leggere, anche divertente perchè scritto in modo ironico e spiritoso, ci dimostra che i geni, come ad esempio Einstein, non avevano cervelli diversi da quelli delle persone comuni, non erano più intelligenti per qualche strana motivazione genetica, ma  sapevano solo usare meglio ed in modo più creativo l'intelligenza. Il nostro cervello non è un muscolo che possiamo allenare in palestra, ma è un organo altamente complesso il cui lavoro è molto influenzato dal corpo.

Chi ha organizzato le nostre scuole, gli spazi all'interno delle aule, le luci, la posizione delle finestre, chi ha progettato i banchi e le sedie, ha mai saputo dell'esistenza di una correlazione fra ambiente - apprendimento - corpo - intelligenza ?

Ci si è mai chiesti se in un'aula buia e triste gli allievi imparino meno ? E si è mai cercato di progettare un'aula in cui nessun allievo sia in ultima fila visto che è strato dimostrato che chi si siede in quei posti impara di meno con assoluta certezza ?

I professionisti di Synergia Centro Trauma studiano da anni le correlazioni fra problemi neurologici ed apprendimento, e fra problematiche emotive ed apprendimento,  Un'équipe specializzata con psicologi, logopedista, educatori e tante altre figure professionali aiutano i bambini ed i ragazzi con difficoltà scolastiche. Moncalieri (Torino)

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma






giovedì 27 ottobre 2016

homeschooler

#Homeschooling#
Non è obbligatorio mandare i figli a scuola. E' obbligatorio farli studiare 


La cultura è assolutamente indispensabile nella società contemporanea per vivere, trovare un lavoro, viaggiare, avere amici, comunicare. Ma chi ha detto che per diventare istruiti e per apprendere occorra per forza andare a scuola ?

La scuola è un luogo meraviglioso per alcuni, molto utile per altri, ma fonte di sofferenza per qualche bambino o ragazzo. In ogni caso i genitori devono sapere che la costituzione italiana prevedere il diritto per ognuno di noi di non far frequentare la scuola ai figli, purchè venga assicurata loro l'istruzione.  Un blog
 " educazione parentale.org " descrivere bene il diritto all'istruzione di ogni bambino senza farlo coincidere per forza con la frequenza scolastica. In Italia viene definita " #istruzioneparentale# "  la scelta del genitore di non mandare i figlia a scuola, all'estero " homeschooling ".

La scuola è una cosa molto buona e utile per molti bambini, ma qualche volta può essere meglio per alcuni  di loro con problematiche particolari essere istruiti a casa, dai genitori o da degli insegnanti privati.

Synergia Centro Trauma aiuta i genitori a scegliere la strada giusta per l'istruzione dei propri bambini. DSA, problemi di apprendimento di origine neurologica, dislessia, problemi di iper-attività e difficoltà di concentrazione: occorre trovare la strada ed il metodo giusto per ogni bambino, Occorre tenere presente che ogni bambino è diverso da un altro, e che nessun metodo standard può essere valido e utile per tutti.

Psicologi, logopedista, ortottista, fonologo, neurologo, lavorano insieme a Synergia Centro Trauma per aiutare tutti i bambini a risolvere le difficoltà con lo studio (Moncalieri, Bra).

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma





domenica 23 ottobre 2016

viaggia che ti passa !

Viaggia che ti passa !

Ti senti triste, stressato, senza energie ? La tua famiglia ti fa impazzire, il tuo capo ti tormenta anche nei sogni? Viaggiare non risolve, ma aiuta, come ci ricorda la Lonely Planet con le sue meravigliose guide turistiche che ci inducono a sognare. Sfogliandole ci si può già sentire meglio, immaginandosi lontano dagli stress di tutti i giorni, da una quotidianità troppo faticosa, da problemi e conflitti che per qualche giorno possono essere lasciati a casa.

Qualche volta un bel viaggio (divertente, avventuroso, in paesi pieni di sole), può sostituire un antidepressivo o una seduta con lo psichiatra. Qualche volta aiuta a risolvere una crisi di coppia, o un grande conflitto con i figli. Abbiamo troppo poco tempo per divertirci, per essere felici, per chiacchierare, per ballare e cantare senza pensieri. Viaggiare fa bene .... e anche se può essere contro gli interessi di chi scrive (io sono uno psicologa che lavora a Synergia Centro Trauma), un grazie alla Lonely Planet che ci permette di viaggiare trovando il meglio in ogni paese con grande facilità e semplicità.

Anche ai bambini e agli adolescenti che creano molti problemi in famiglia provate a proporre un bel viaggio, senza tablet, telefonini ed internet, per riscoprire quanto sia bello passare del tempo a chiacchierare e giocare con persone reali e non virtuali. Cercate una meta turistica in cui non ci sia la connessione internet ! Esistono .... esistono ancora. Un esempio: l'isola di Bornholm in Danimarca, un luogo assolutamente meraviglioso ed incontaminato dove la connessione internet è cosi incostante da scoraggiare chiunque ad usarla.... Così non resta altro da fare che chiacchierare, leggere, giocare, correre, cantare, sentire musica insieme, andare in bicicletta, e scoprire quanto sia bello avere una famiglia !


Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta, Synergia Centro Trauma Moncalieri (Torino)