martedì 7 novembre 2017

Torino, gruppi auto aiuto gratuiti per donne vittime di maltrattamenti

Torino, gruppi auto aiuto gratuiti per donne vittime di maltrattamenti

I gruppi di auto aiuto sono organizzati dal Telefono Rosa di Torino, associazione che da anni si occupa di aiutare le vittime di abusi e maltrattamenti, in particolare le donne.

Il Telefono Rosa afferma che " una donna su tre è vittima di violenza maschile ". Le donne sanno usare le loro risorse per sopportare la violenza: sopportano per il bene dei figli, oppure perché condizionata dalla propria famiglia, dagli amici, dal timore di cosa potrà accadere. A volte le donne sopportano perchè pensano che  “lui” possa cambiare: speranza purtroppo spesso infondata.

Parlarne insieme significa potersi confrontare con altre donne, raccontare le proprie esperienze, narrare le proprie delusioni, il dolore, la paura, il senso opprimente della violenza. Al Telfono Rosa di Torino i  gruppi sono condotti da una psicologa dell’Associazione: esperta in metodi attivi per la conduzione e supervisione di gruppi e con una lunghissima esperienza con donne vittime di violenza. Sono previsti 6 incontri: più un incontro finale di restituzione e analisi dei feedback ricevuti durante il percorso.  " Ogni incontro avrà la durata di circa 90 minuti, con cadenza settimanale (il giovedì, dalle ore 17 alle ore 18.30). Le partecipanti (tra le 6 e le 8 donne per ciascun gruppo) affronteranno i principali nodi problematici relativi alla violenza: conoscere quali effetti abbia la violenza sulla propria salute, anche fisica; apprendere nuove e/o differenti strategie per affrontare la quotidianità, essendo parte attiva del proprio cambiamento; avviare un percorso di consapevolezza del modo con cui valutare, decidere, gestire ogni decisione che verrà eventualmente presa; affrontare al meglio il tema della genitorialità, soprattutto quando questa viene messa in discussione proprio da parte di colui che usa o ha usato la violenza. "

Da anni presso Synergia Centro Trauma a Moncalieri (Torino) e Bra (Cuneo) ci occupiamo di aiutare le donne, ma anche gli uomini, vittime di maltrattamenti e violenze. Noi non organizziamo gruppi di aiuto aiuto, ma lavoriamo individualmente con le vittime ed i loro famigliari per aiutarli ad affrontare le situazioni più difficili, o per elaborare eventuali traumi del passato.

Utilizziamo diversi metodi per aiutare  le persone che ci chiedono aiuto:

- colloqui psicologici
-supporto farmacologico
- terapia EMDR
- musica secondo il metodo Tomatis

Se hai bisogno di aiuto non esitare a chiamarci 




 

martedì 17 ottobre 2017

seminario gratuito a Torino sulla violenza psicologica


L’abuso psicologico. Cos’è e come combatterlo
Condotto dalla Dott.ssa Mina Rienzo e dalle Amministratrici della pagina Facebook
“Guarire dall’abuso nascosto”

Il seminario si incentra sul tema della violenza psicologica e delle conseguenze di questa sulla vittima,
proponendo riflessioni e strategie sul riconoscimento dell’abuso nelle relazioni e su come combatterlo.

Questa stagione propone un programma ricco di interessanti argomenti attinenti alla nostro quotidiano:
dall’abuso psicologico, al rapporto tra relazioni umane, e sessuali soprattutto, e il cellulare o la rete;
alla cura da trauma, alla sessualità dei bambini  da 0 a 6 anni, e alla varianza di genere.

Gli incontri sono aperti alla cittadinanza

Il programma esordisce con un seminarioSabato 21 ottobre 2017     ore 14.00-18.30Fondazione Carlo Molo onlus – Torino - Via Sacchi 42/F
Ingresso libero
Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione
Iscrizione obbligatoria all’indirizzo e-mail: asst.torino@yahoo.com

domenica 8 ottobre 2017

formazione sulla psicoterapia delle persone traumatizzate

 
TRAUMA DELLO SVILUPPO E FIDUCIA
PRINCIPI E INTERVENTI TERAPEUTICI NEL TRATTAMENTO DI BAMBINI E ADOLESCENTI

MILANO
 18 e 19 NOVEMBRE 2017


Molto spesso gli psicoterapeuti che lavorano in prima linea per aiutare adulti e bambini che subiscono, o hanno subito, violenza, si trovano a dover gestire casi clinici molto angoscianti.

Il paziente può suscitare anche nei terapeuti e negli psicologi più esperti emozioni forti e di difficile gestione.

Ecco un interessante momento di formazione e confronto proprio su queste problematiche, problematiche che non si è mai imparato abbastanza a fronteggiare nell'ambito delle psicoterapie.

Per iscrizioni consultare isc training
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domenica 1 ottobre 2017

Centro APS Moncalieri _ metodo Alfred Tomatis

                 Hai mai pensato che si possa fare una ricarica di energia usando i suoni ?
Sicuramente no ! 
Ma questo breve articolo vuole darti qualche nuova informazione su come potersi sentire meglio, più attivi, più in forma, meno stanchi..... a tutte le età ! senza ricostituenti, medicine, e senza neppure andare in vacanza. 
Siamo un centro di psicologia che lavora di trent'anni per aiutare le persone in difficoltà, ed oggi siamo in grado di proporre un prodotto che non ha niente a che fare con la psicologia ma che può davvero aiutare tante persone a sentirsi meglio, ed in poco tempo.
Si può usare a tutte le età !

Si utilizza la musica classica con l'aggiunta di "filtri" e di "interferenze", si ascolta con una speciale cuffia a trasmissione ossea, e ci si sente meglio dopo meno di un mese. Se vuoi approfondire guarda le nostra pagina Facebook  e se clicchi su "MI PIACE" ti facciamo uno sconto sul test di ascolto. 

Per documentarti al meglio visita il nostro sito

Cristina Roccia, psicologa, psicoterapeuta

lunedì 17 luglio 2017

COSTRUIRE UN PONTE CON LA MEDIAZIONE FAMILIARE.




Tra gli interventi utilizzati nella gestione dei conflitti in caso di separazione, la mediazione familiare rappresenta un valido aiuto per quelle coppie che si stanno separando e vorrebbero trovare un modo per continuare a collaborare come genitori. In un momento così delicato, in cui il matrimonio finisce e ciascuno deve iniziare a trovare la propria strada è importante trovare uno spazio neutro e accogliente in cui entrambi i partner possano esprimere il proprio disagio e i reali bisogni, un luogo in cui esprimere il conflitto per poterlo attenuare. L’apertura comunicativa, il recupero del dialogo e la ricerca di soluzioni ragionevoli e condivise permette di superare la svantaggiosa e dolorosa dinamica di antagonismo, arrivare a una decisione comune e collaborare per essere entrambi genitori a tutti gli effetti. Per mantenere una co-genitorialità è necessario un impegno congiunto a proteggere i figli dai possibili effetti negativi della separzione, è necessario sforzarsi di non interrompere la comunicazione con l'altro genitore, anzi favorire il suo rapporto con il bambino anche quando non si vorrebbe avere a che fare con l'altro.
La mediazione familiare nasce per sostenere le famiglie nella costruzione di un nuovo equilibrio, per permettere a genitori in crisi di parlare, di trovare una nuova comunicazione, non conflittuale, di riorganizzare in modo costruttivo le relazioni familiari. Per permettere ai bambini di crescere in un clima sereno, in cui non si devono preoccupare delle fatiche dei grandi e si sentono sicuri che l'amore dei loro genitori non verrà mai messo in discussione.

Se ti trovi in situazioni simili puoi rivolgerti a Synergia Centro Trauma Psicologhe specializzate nelle relazioni familiari e nell'età evolutiva potranno aiutarti.

Dr.ssa Sara Filippi
Psicologa Psicoterapeuta

domenica 2 luglio 2017

inaccettabile estinguere il reato di stalking solo pagando !!!!

#stalking#
Pubblichiamo il comunicato stampa di TELFONO ROSA in merito al nuovo articolo di legge approvato il 14 giugno 2017. Una nuova norma terribile, che non rispetta le donne, che non le protegge, che le espone alle violenze più inaudite senza dar loro modo di difendersi. Siamo in Italia, Europa, paese civile, progressista.
 Ma delle donne importa qualcosa a qualcuno ? 


 " Donatella Ferranti, Presidente della Commissione Giustizia della Camera, bolla come “terrorismo psicologico” le recenti, numerose prese di posizione critiche contro il nuovo articolo 162 ter del codice penale, che prevede l’estinzione di reati procedibili a querela (compreso lo stalking) con il pagamento di somme di denaro alle persone offese, anche senza il loro consenso.
Tale definizione pare in verità inaccettabile: non solo perché evocare qualunque forma di terrorismo è fuori luogo, in questa circostanza, ma soprattutto perché – contrariamente a quanto lascia intendere il commento della Presidente -  l’estinzione del reato di stalking  con il versamento di una somma di denaro alla persona offesa a titolo di condotta riparatoria, anche senza il suo consenso,  è proprio espressamente prevista dalla norma approvata lo scorso 14 giugno.
E a quanto pare è ripetibile all’infinito, perché non lascia tracce sul certificato penale del colpevole.
In caso di stalking, quindi, basterà un risarcimento in denaro, ritenuto congruo dal giudice, e magari anche a rate, per chiudere il processo anche se la persona offesa non vuole. Già immaginiamo le più o meno ridicole somme di cui si tratterà, e la inevitabile diversità di trattamento a cui saranno esposte donne nella medesima situazione. Tutto ciò con buona pace di coloro i quali, dall’associazionismo, al fronte sindacale,  ai centri antiviolenza, vedono  in questa riforma del codice penale materializzarsi lo scenario di persecutori impuniti e impunibili.
Ma la Presidente Ferranti dice che questo non è vero, perché la riforma si applica solo ai casi di reati procedibili a querela rimettibile: mentre nello  stalking con minacce gravi e reiterate la querela è irrevocabile.
Pare dimenticare, la Presidente, che quella non è l’unica forma di stalking esistente, prevista e punita dal codice penale; e che ne residuano molte altre, che nella realtà spesso si realizzano, punite invece a querela non irrevocabile e dunque estinguibili a pagamento. E questa non è affatto, come alcune voci del mondo politico sostengono, una “fake new”.
Inaccettabile: non esiste altra parola.
Migliaia di donne alle quali viene rivolto il giusto e pressante invito alla denuncia (per salvarsi la vita, e non certo per avere una misera somma di denaro) offese oltre che dalla violenza maschile anche dalla violenza politica del legislatore.
Così come è inaccettabile una riforma del codice penale in materia così delicata e attuale, con un valore simbolico indiscutibilmente elevato, realizzata con linguaggio ermetico e accessibile – quanto alle conseguenze - solo a attenti giuristi.
I mali e le lentezze giudiziarie non si risolvono con i risarcimenti: si affrontano con forme urgenti di giudizio e di tutela della vita e della salute delle donne perseguitate,  che oggi si sentono mercificate da un articolo del codice penale che definire mortificante è poco.
 
 Torino, 29 giugno 2017

TELEFONO ROSA PIEMONTE DI TORINO



lunedì 19 giugno 2017

SEPARAZIONE E GESTIONE DEI CONFLITTI



La crisi familiare e la separazione sono tra le situazioni più dolorose e stressanti che possano capitare nella vita. Quando si pensa alla separazione normalmente si pensa alla parola fine… la fine di una relazione, la fine di un progetto,  a volte la fine di un sogno… Non è facile vedere  la  fine come  la possibilità per un nuovo inizio…
Perchè questo possa avvenire è fondamentale riuscire a gestire la naturale conflittualità che la separazione porta con sé.
Le coppie che stanno affrontando la fine della loro unione possono arrivare ad una separazione non conflittuale,  sana e rispettosa, lavorando insieme ad una riorganizzazione delle relazioni familiari , continuando ad essere genitori e a collaborare anche dopo la fine del matrimonio. Riuscire però a mantenere distinto ciò che appartiene al rapporto moglie-marito da quello bambino-madre e padre, può risultare complicato. Il grande dolore che si prova in quel momento può alimentare sentimenti di rivalsa che fanno dimenticare che la separazione non è una guerra e che non ci dovrebbero essere né vincitori e ne vinti.
Sono numerose le ricerche che hanno dimostrato gli effetti positivi sui figli della diminuzione del conflitto coniugale. Come fare quindi per tutelare i bambini e anche la genitorialità materna e paterna?
Il primo passo è provare a dividere la sofferenza, la rabbia, la delusione che spesso riguardano il rapporto tra marito e  moglie da ciò che appartiene al legame che unisce i genitori.  E’ importante  imparare a governare le emozioni negative che alimentano i conflitti per poter arrivare alla comprensione reciproca e alla comunicazione necessarie a trovare accordi che rispettino le necessità di entrambi e soprattutto rispondano ai bisogni dei figli.

Dr Sara Filippi
Psicologa Psicoterapeuta